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giovedì 21 agosto 2014

MusicheMigranti 2014

Giunta alla sua undicesima edizione, riapre i battenti la rassegna Musiche Migranti che si svolge a Riposto con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo del comune etneo.
Rimasta impantanata per tanti anni tra le braccia della burocrazia e della pigrizia culturale, la manifestazione riprende quest’anno all’insegna di gruppi del panorama musicale italiano etnico ed indipendente.
La prima serata si é aperta con il ritorno de i Flor (ex Flor de Mal), storica band catanese il cui leader Marcello Cunsolo torna sulla scena musicale dopo anni di silenzio, presentando dei brani del suo recente lavoro.
Pochi brani per scaldare il pubblico e fanno il loro ingresso i Giufà, gruppo nato nel 2008 a Solarino, piccolo comune nella provincia di Siracusa. La band ha  un repertorio di brani con testi cantati in Italiano ed in dialetto Siciliano, con sonorità tipicamente mediterranee, che spaziano dai balcani al Maghreb, dalla tarantella Siciliana alla rumba spagnola, con qualche sfumatura afrocubana , quella che definiscono la “BalkanRumba”o Balkan-Tarantella grazie alla capacità di mischiare strumenti e detti della tradizione siciliana con elementi tipici della tradizione musicale balcanica. Il ritmo del gruppo infiamma inevitabilmente la piazza, che segue divertita e danzante tutti i brani proposti, tra i quali molti classici rivisitati sia della tradizione Siciliana (C’è la luna ammenzu u mari) che Italiana (Bella Ciao).
Stasera abbiamo ballato tanto e domani si continua con i Vallanzaska e i Big Mimma.

sabato 9 agosto 2014

06/08/2014

Etna, il grande vulcano che ci tiene ancora svegli con i suoi imponenti spettacoli di fuoco, ormai è instancabile e continua ad allietarci da mesi con i fantastici giochi pirotecnici che è in grado di generare.
E quale migliore occasione dell’attuale fenomeno eruttivo, che ininterrotto ci fa compagnia da settimane, (dal 5 Luglio per l’esattezza, quando si è verificata l’apertura di una bocca poco sotto il cratere centrale) , per una bella “passeggiata” per  “andare a vedere la lava”.
Partiamo verso le 16:00 da Piano Provenzana, da quota mt 1.800 e nonostante siamo agli inizi del mese di  Agosto, un venticello freddo ci da il benvenuto e ci costringe ( o meglio, costringe le più freddolose come me) a cominciare la fase di vestizione che è in programma lungo tutta la salita; un maglioncino di cotone leggero a maniche lunghe diventa piacevole in questa occasione.
Cominciamo la nostra camminata lungo la strada che permette alle camionette autorizzate, di portare in cima i turisti che vogliono godersi lo spettacolo ma che non hanno tanta voglia di camminare. Capisco che la salita è impegnativa (molto impegnativa …sigh…sigh…), ma se non si hanno particolari problemi di salute consiglio vivamente di intraprendere la salita a piedi, anche a costo di impiegarci molto più delle circa due ore e mezza - tre ore, necessarie per percorrere gli undici chilometri che dal pargheggio di Piano Provenzana portano nei pressi dell’Osservatorio Astronomico .
Decidiamo di partire nel primo pomeriggio e goderci così tutte le gradazioni di colore ( e di temperatura) che ci accompagnano fino al tramonto e fino a quota mt 2.800 dove lo spettacolo “pirotecnico” ci lascia senza fiato ( ma anche la lunga camminata ci ha lasciati parecchio senza fiato… :-D ).
Il tempo di qualche foto, un panino ed un caffè caldo e ci incamminiamo verso la via del ritorno; i tre quarti di luna di questa notte illuminano i nostri passi e ci riportano stanchi, distrutti e doloranti verso le macchine.
Oggi ho il ginocchio destro fuori uso, ma con un po’ di riposo si riprenderà presto, però non  sono assolutamente pentita, sono tornata a casa con un’esperienza che non avevo ancora mai fatto e che voglio ripetere, voglio salire su altri punti di osservazione e godere al massimo di ciò che ci sta regalando Mungibeddu in questo momento.
Consiglio a chiunque di farlo, basta essere prudenti, non sottovalutare le basse temperature e soprattutto non sopravvalutare le proprie possibilità fisiche; nessuno vi premia se arrivate in alto o se ci arrivate in breve tempo, se proprio non ce la fate fermatevi a metà strada oppure optate per un percorso più semplice; l’Etna vi ricompenserà ugualmente con uno spettacolo senza pari.








domenica 3 novembre 2013

Sorprese nel Mar Jonio…succede anche questo a Riposto…

Stamattina approfittando della calda giornata estiva, nonostante l’inverno sia alle porte, abbiamo deciso di fare una tranquilla passeggiata in bicicletta, sul lungomare Edoardo Pantano a Riposto.
In realtà è stato un incontro organizzato con vecchi amici, che hanno colto l’occasione al volo sia per rivederci sia per trascorrere qualche ora all’aria aperta.
Appena lasciato il luogo dell’appuntamento, percorsi poco meno di cinquecento metri in direzione Torre Archirafi, siamo incuriositi da un gruppetto di persone che volgono lo sguardo verso la spiaggia dove un ragazzo, impegnato in una battuta di pesca subacquea, cerca di attirare l’attenzione di un amico che si trova poco più avanti; gli è rimasta impigliata tra la corda della sua boa di segnalazione uno splendido esemplare di tartaruga marina ( suppongo del tipo Caretta Caretta) che, purtroppo, aveva in bocca un amo da pesca preso chissà dove.
Nell’attesa dell’arrivo della guardia costiera, abbiamo goduto lo spettacolo di quell’affascinante bestiola e, personalmente, alla gioia di poter vedere da vicino una tale bellezza, ho provato anche il dispiacere per la sofferenza che quel miracolo della natura stava certamente patendo.
Spero che adesso si sia ripresa, spero l’abbiano trattata bene, curata e liberata.
E spero un giorno di rivederla…
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mercoledì 14 agosto 2013

La legge del TRE: Wiccan Style or Life Style?

Oggi, sull'orlo di una crisi da pessimismo acuto, ho tentato di approfondire la Legge del Tre. Teoria dalle scarsissime fondamenta scientifiche, ma certamente di grande valore morale se ben applicata.

In realtà la teoria è molto simile alla più cattolica concezione del "non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te" ( o almeno così la ricordo io dalla catechesi che mi hanno propinato un tempo, anche perché a sentire e soprattutto vedere quello che combinano oggi tanti educatori cattolici, sembra che io abbia inventato questo "motto"), ad ogni modo, la suddetta legge prevede che : " Ogni cosa che si fa torna indietro tre volte nel bene e tre volte nel male. Se si fa del bene si riceverà tre volte il bene, se si fa del male si riceverà tre volte il male. Non bisogna però fare del bene nell'attesa della ricompensa".

E fino a quì niente di più semplice, civile ed anche sano per un qualsiasi spirito di qualunque credo religioso e non!

Se fai del bene ne ricevi altrettanto ( o addirittura, udite, udite TRIPLICATO) e se fai del male : IDEM!
La legge prevede pure che fare del bene non debba essere subordinato al dover ricevere una ricompensa. Ed ecco che nasce la mia domanda: io non mi aspetto certo una ricompensa, in fondo cerco di fare quello che mi fa stare bene nel rispetto degli altri, ma perché ne ricevo sempre e solo calci in @@@@???

Ovviamente anch'io come tutti gli esseri umani ho la mia dose di piccole ( e quasi sempre involontarie) cattive azioni e da quelle mi aspetto un "colpo di ritorno" dalle nefaste conseguenze; ma perché tale colpo di ritorno risulta essere poco piacevole anche quando le azioni in questione sono buone? 
Sapete perché? Perché  quando "si effettua qualcosa contro la volontà di qualcuno,  può accadere che le energie che adoperiamo e i sentimenti che suscitiamo ci si rivoltino contro; questo accade soprattutto se la persona che vogliamo colpire è in grado di respingere il nostro attacco: le forze che abbiamo scatenato ripercorrono il percorso all'indietro e si scaricano su di noi. Inoltre nel tornare a noi esse raccolgono tutte le energie che trovano lungo il cammino, per questo il colpo di ritorno è sempre più potente dell'azione originaria. 
Ovviamente il colpo di ritorno riguarda soprattutto le energie negative che possono essere scatenate da persone senza scrupolo, tuttavia anche operazioni apparentemente positive possono diventare negative, soprattutto quando cerchiamo di forzare una persona alla nostra volontà, come per esempio costringerla ad amarci se non vuole. Nessuno pone limiti a quello che si può fare, l'importante è considerare sempre con saggezza la natura delle forze con cui ci si misura".

Ed ecco il fulcro della discussione: non importa quanto tu possa amare una persona, quanto tu possa annullare la tua anima per il bene di un altro, quanto più forte sarà l'amore provato tanto più devastante sarà il colpo di ritorno!! Non si tratta di voler obbligare qualcuno ad amarti ad ogni costo, si tratta di avere la fortuna di trovare una persona che sia talmente pura di spirito da indicarti la strada senza approfittare dell'amore che provi per lei; perché diciamocelo pure, essere amati in fondo ci fa comodo, sapere di poter sempre contare su qualcuno che si dona anima e corpo è bello e appagante, se poi non facciamo niente per dimostrare che ricambiamo quel sentimento non dobbiamo neanche sentirci in obbligo nei confronti di chi ci ama giusto? Perché non prendere tutto? Tanto anche se non diamo, l'amore che riceviamo è talmente grande che tutte le egoistiche cattiverie ci verranno sempre e comunque perdonate. Un buon colpo di ritorno senza fatica.

Quello che ho capito è che non bisogna nè amare nè odiare, ma seguire il proprio spirito nel bene e nel male, tanto poi finisce sempre e soltanto per come ha deciso l'Universo e noi non possiamo farci niente!!