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sabato 9 agosto 2014

06/08/2014

Etna, il grande vulcano che ci tiene ancora svegli con i suoi imponenti spettacoli di fuoco, ormai è instancabile e continua ad allietarci da mesi con i fantastici giochi pirotecnici che è in grado di generare.
E quale migliore occasione dell’attuale fenomeno eruttivo, che ininterrotto ci fa compagnia da settimane, (dal 5 Luglio per l’esattezza, quando si è verificata l’apertura di una bocca poco sotto il cratere centrale) , per una bella “passeggiata” per  “andare a vedere la lava”.
Partiamo verso le 16:00 da Piano Provenzana, da quota mt 1.800 e nonostante siamo agli inizi del mese di  Agosto, un venticello freddo ci da il benvenuto e ci costringe ( o meglio, costringe le più freddolose come me) a cominciare la fase di vestizione che è in programma lungo tutta la salita; un maglioncino di cotone leggero a maniche lunghe diventa piacevole in questa occasione.
Cominciamo la nostra camminata lungo la strada che permette alle camionette autorizzate, di portare in cima i turisti che vogliono godersi lo spettacolo ma che non hanno tanta voglia di camminare. Capisco che la salita è impegnativa (molto impegnativa …sigh…sigh…), ma se non si hanno particolari problemi di salute consiglio vivamente di intraprendere la salita a piedi, anche a costo di impiegarci molto più delle circa due ore e mezza - tre ore, necessarie per percorrere gli undici chilometri che dal pargheggio di Piano Provenzana portano nei pressi dell’Osservatorio Astronomico .
Decidiamo di partire nel primo pomeriggio e goderci così tutte le gradazioni di colore ( e di temperatura) che ci accompagnano fino al tramonto e fino a quota mt 2.800 dove lo spettacolo “pirotecnico” ci lascia senza fiato ( ma anche la lunga camminata ci ha lasciati parecchio senza fiato… :-D ).
Il tempo di qualche foto, un panino ed un caffè caldo e ci incamminiamo verso la via del ritorno; i tre quarti di luna di questa notte illuminano i nostri passi e ci riportano stanchi, distrutti e doloranti verso le macchine.
Oggi ho il ginocchio destro fuori uso, ma con un po’ di riposo si riprenderà presto, però non  sono assolutamente pentita, sono tornata a casa con un’esperienza che non avevo ancora mai fatto e che voglio ripetere, voglio salire su altri punti di osservazione e godere al massimo di ciò che ci sta regalando Mungibeddu in questo momento.
Consiglio a chiunque di farlo, basta essere prudenti, non sottovalutare le basse temperature e soprattutto non sopravvalutare le proprie possibilità fisiche; nessuno vi premia se arrivate in alto o se ci arrivate in breve tempo, se proprio non ce la fate fermatevi a metà strada oppure optate per un percorso più semplice; l’Etna vi ricompenserà ugualmente con uno spettacolo senza pari.








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