domenica 31 agosto 2014
venerdì 29 agosto 2014
martedì 26 agosto 2014
giovedì 21 agosto 2014
MusicheMigranti 2014
Giunta alla sua undicesima edizione, riapre i battenti la rassegna Musiche Migranti che si svolge a Riposto con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo del comune etneo.
Rimasta impantanata per tanti anni tra le braccia della burocrazia e della pigrizia culturale, la manifestazione riprende quest’anno all’insegna di gruppi del panorama musicale italiano etnico ed indipendente.
La prima serata si é aperta con il ritorno de i Flor (ex Flor de Mal), storica band catanese il cui leader Marcello Cunsolo torna sulla scena musicale dopo anni di silenzio, presentando dei brani del suo recente lavoro.
Pochi brani per scaldare il pubblico e fanno il loro ingresso i Giufà, gruppo nato nel 2008 a Solarino, piccolo comune nella provincia di Siracusa. La band ha un repertorio di brani con testi cantati in Italiano ed in dialetto Siciliano, con sonorità tipicamente mediterranee, che spaziano dai balcani al Maghreb, dalla tarantella Siciliana alla rumba spagnola, con qualche sfumatura afrocubana , quella che definiscono la “BalkanRumba”o Balkan-Tarantella grazie alla capacità di mischiare strumenti e detti della tradizione siciliana con elementi tipici della tradizione musicale balcanica. Il ritmo del gruppo infiamma inevitabilmente la piazza, che segue divertita e danzante tutti i brani proposti, tra i quali molti classici rivisitati sia della tradizione Siciliana (C’è la luna ammenzu u mari) che Italiana (Bella Ciao).
Stasera abbiamo ballato tanto e domani si continua con i Vallanzaska e i Big Mimma.
sabato 9 agosto 2014
06/08/2014
Etna, il grande vulcano che ci tiene ancora svegli con i suoi imponenti spettacoli di fuoco, ormai è instancabile e continua ad allietarci da mesi con i fantastici giochi pirotecnici che è in grado di generare.
E quale migliore occasione dell’attuale fenomeno eruttivo, che ininterrotto ci fa compagnia da settimane, (dal 5 Luglio per l’esattezza, quando si è verificata l’apertura di una bocca poco sotto il cratere centrale) , per una bella “passeggiata” per “andare a vedere la lava”.
Partiamo verso le 16:00 da Piano Provenzana, da quota mt 1.800 e nonostante siamo agli inizi del mese di Agosto, un venticello freddo ci da il benvenuto e ci costringe ( o meglio, costringe le più freddolose come me) a cominciare la fase di vestizione che è in programma lungo tutta la salita; un maglioncino di cotone leggero a maniche lunghe diventa piacevole in questa occasione.
Cominciamo la nostra camminata lungo la strada che permette alle camionette autorizzate, di portare in cima i turisti che vogliono godersi lo spettacolo ma che non hanno tanta voglia di camminare. Capisco che la salita è impegnativa (molto impegnativa …sigh…sigh…), ma se non si hanno particolari problemi di salute consiglio vivamente di intraprendere la salita a piedi, anche a costo di impiegarci molto più delle circa due ore e mezza - tre ore, necessarie per percorrere gli undici chilometri che dal pargheggio di Piano Provenzana portano nei pressi dell’Osservatorio Astronomico .
Decidiamo di partire nel primo pomeriggio e goderci così tutte le gradazioni di colore ( e di temperatura) che ci accompagnano fino al tramonto e fino a quota mt 2.800 dove lo spettacolo “pirotecnico” ci lascia senza fiato ( ma anche la lunga camminata ci ha lasciati parecchio senza fiato… :-D ).
Il tempo di qualche foto, un panino ed un caffè caldo e ci incamminiamo verso la via del ritorno; i tre quarti di luna di questa notte illuminano i nostri passi e ci riportano stanchi, distrutti e doloranti verso le macchine.
Oggi ho il ginocchio destro fuori uso, ma con un po’ di riposo si riprenderà presto, però non sono assolutamente pentita, sono tornata a casa con un’esperienza che non avevo ancora mai fatto e che voglio ripetere, voglio salire su altri punti di osservazione e godere al massimo di ciò che ci sta regalando Mungibeddu in questo momento.
Consiglio a chiunque di farlo, basta essere prudenti, non sottovalutare le basse temperature e soprattutto non sopravvalutare le proprie possibilità fisiche; nessuno vi premia se arrivate in alto o se ci arrivate in breve tempo, se proprio non ce la fate fermatevi a metà strada oppure optate per un percorso più semplice; l’Etna vi ricompenserà ugualmente con uno spettacolo senza pari.
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