Stamattina approfittando della calda giornata estiva, nonostante l’inverno sia alle porte, abbiamo deciso di fare una tranquilla passeggiata in bicicletta, sul lungomare Edoardo Pantano a Riposto.
domenica 3 novembre 2013
mercoledì 14 agosto 2013
La legge del TRE: Wiccan Style or Life Style?
Oggi, sull'orlo di una crisi da pessimismo acuto, ho tentato di approfondire la Legge del Tre. Teoria dalle scarsissime fondamenta scientifiche, ma certamente di grande valore morale se ben applicata.
In realtà la teoria è molto simile alla più cattolica concezione del "non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te" ( o almeno così la ricordo io dalla catechesi che mi hanno propinato un tempo, anche perché a sentire e soprattutto vedere quello che combinano oggi tanti educatori cattolici, sembra che io abbia inventato questo "motto"), ad ogni modo, la suddetta legge prevede che : " Ogni cosa che si fa torna indietro tre volte nel bene e tre volte nel male. Se si fa del bene si riceverà tre volte il bene, se si fa del male si riceverà tre volte il male. Non bisogna però fare del bene nell'attesa della ricompensa".
E fino a quì niente di più semplice, civile ed anche sano per un qualsiasi spirito di qualunque credo religioso e non!
Se fai del bene ne ricevi altrettanto ( o addirittura, udite, udite TRIPLICATO) e se fai del male : IDEM!
La legge prevede pure che fare del bene non debba essere subordinato al dover ricevere una ricompensa. Ed ecco che nasce la mia domanda: io non mi aspetto certo una ricompensa, in fondo cerco di fare quello che mi fa stare bene nel rispetto degli altri, ma perché ne ricevo sempre e solo calci in @@@@???
Ovviamente anch'io come tutti gli esseri umani ho la mia dose di piccole ( e quasi sempre involontarie) cattive azioni e da quelle mi aspetto un "colpo di ritorno" dalle nefaste conseguenze; ma perché tale colpo di ritorno risulta essere poco piacevole anche quando le azioni in questione sono buone?
In realtà la teoria è molto simile alla più cattolica concezione del "non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te" ( o almeno così la ricordo io dalla catechesi che mi hanno propinato un tempo, anche perché a sentire e soprattutto vedere quello che combinano oggi tanti educatori cattolici, sembra che io abbia inventato questo "motto"), ad ogni modo, la suddetta legge prevede che : " Ogni cosa che si fa torna indietro tre volte nel bene e tre volte nel male. Se si fa del bene si riceverà tre volte il bene, se si fa del male si riceverà tre volte il male. Non bisogna però fare del bene nell'attesa della ricompensa".
E fino a quì niente di più semplice, civile ed anche sano per un qualsiasi spirito di qualunque credo religioso e non!
Se fai del bene ne ricevi altrettanto ( o addirittura, udite, udite TRIPLICATO) e se fai del male : IDEM!
La legge prevede pure che fare del bene non debba essere subordinato al dover ricevere una ricompensa. Ed ecco che nasce la mia domanda: io non mi aspetto certo una ricompensa, in fondo cerco di fare quello che mi fa stare bene nel rispetto degli altri, ma perché ne ricevo sempre e solo calci in @@@@???
Ovviamente anch'io come tutti gli esseri umani ho la mia dose di piccole ( e quasi sempre involontarie) cattive azioni e da quelle mi aspetto un "colpo di ritorno" dalle nefaste conseguenze; ma perché tale colpo di ritorno risulta essere poco piacevole anche quando le azioni in questione sono buone?
Sapete perché? Perché quando "si effettua qualcosa contro la volontà di qualcuno, può accadere che le energie che adoperiamo e i sentimenti che suscitiamo ci si rivoltino contro; questo accade soprattutto se la persona che vogliamo colpire è in grado di respingere il nostro attacco: le forze che abbiamo scatenato ripercorrono il percorso all'indietro e si scaricano su di noi. Inoltre nel tornare a noi esse raccolgono tutte le energie che trovano lungo il cammino, per questo il colpo di ritorno è sempre più potente dell'azione originaria.
Ovviamente il colpo di ritorno riguarda soprattutto le energie negative che possono essere scatenate da persone senza scrupolo, tuttavia anche operazioni apparentemente positive possono diventare negative, soprattutto quando cerchiamo di forzare una persona alla nostra volontà, come per esempio costringerla ad amarci se non vuole. Nessuno pone limiti a quello che si può fare, l'importante è considerare sempre con saggezza la natura delle forze con cui ci si misura".
Ed ecco il fulcro della discussione: non importa quanto tu possa amare una persona, quanto tu possa annullare la tua anima per il bene di un altro, quanto più forte sarà l'amore provato tanto più devastante sarà il colpo di ritorno!! Non si tratta di voler obbligare qualcuno ad amarti ad ogni costo, si tratta di avere la fortuna di trovare una persona che sia talmente pura di spirito da indicarti la strada senza approfittare dell'amore che provi per lei; perché diciamocelo pure, essere amati in fondo ci fa comodo, sapere di poter sempre contare su qualcuno che si dona anima e corpo è bello e appagante, se poi non facciamo niente per dimostrare che ricambiamo quel sentimento non dobbiamo neanche sentirci in obbligo nei confronti di chi ci ama giusto? Perché non prendere tutto? Tanto anche se non diamo, l'amore che riceviamo è talmente grande che tutte le egoistiche cattiverie ci verranno sempre e comunque perdonate. Un buon colpo di ritorno senza fatica.
Quello che ho capito è che non bisogna nè amare nè odiare, ma seguire il proprio spirito nel bene e nel male, tanto poi finisce sempre e soltanto per come ha deciso l'Universo e noi non possiamo farci niente!!
domenica 23 giugno 2013
Monte Etna Patrimonio dell'Umanità
L'Etna è appena stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Ho letto un post su Facebook, nel quale ci si poneva la questione se un tale riconoscimento fosse meritato, non tanto per il vulcano, il quale è senza alcun dubbio una bellezza mozzafiato, una benedizione che la natura ha voluto fare al popolo siculo, bensì proprio per i siculi.
Meritiamo noi, scellerati abitanti del nuovo (e parte del vecchio) millennio una tale ricchezza e fama?
Forse, una critica feroce nei confronti di comportamenti (edilizi e civili in generale) farebbero propendere per un "No, non lo meritiamo"; ma perchè chiudersi nell'ottusità di un triste passato, senza lasciare alcuna speranza alla possibilità di cambiare le cose, di migliorarle?
E' vero, lo scempio compiuto sulla nostra terra non sarà facile da sanare, ma un atteggiamento fatalista e rassegnato non sarà certo migliore di ciò che è stato fatto finora.
Ripartiamo da questo! Consideriamo questo riconoscimento come quello schiaffo che ti fa capire che in effetti hai sbagliato e che forse è il caso di cambiare atteggiamento. Facciamo in modo che questo possa essere un trampolino di lancio e di rilancio di una terra bella e ricca.
Bando ai fatalismi ed alla rassegnazione.
Mamma Etna non lo merita e non lo meritano neanche i suoi figli.
http://whc.unesco.org/en/news/1042
lunedì 21 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
01 Gennaio 2013
Olè!!
Ci siamo.
Il tanto odiato 2012 è finito, e siamo pure sopravvissuti ad una fantomatica disintegrazione planetaria che è stato l'argomento trainante dell'anno appena andato.
Ma è stato veramente così brutto il 2012??
Tasse e porcherie politiche a parte ( ma tanto quelle non ce le facciamo mancare mai, anno bisestile, pari, dispari, che finisce per due o per tre, le porcate di chi ci governa "allietano" immancabilmente le nostre giornate) non credo sia stato il tanto paventato anno horribilis ( ma si scrive così? Devo decidermi a studiare il latino...) che ci ha tenuto sulle spine fino a pochi giorni fa!
Ma si, tanto un anno vale un altro, più o meno, ci sono sempre quelli brutti perché magari si portano via una persona cara, e quello stesso anno risulta così "burlone" da portarsi via un angelo e fare arrivare in terra una stella.
E poi ci sono gli anni che ti regalano la felicità di aver trovato un lavoro, o di essere riusciti a comprare casa; oppure anni durante i quali tutto ti sembra nero ed irrisolvibile.
Gli anni si susseguono con i loro umori e i loro capricci e noi non possiamo fare altro che viverli al meglio, gioire delle cose belle che ci danno e crescere con le cose brutte che ci tocca affrontare.
Che il 2013 sia sfavillante di bellezza!
Buon anno a tutti.
Ci siamo.
Il tanto odiato 2012 è finito, e siamo pure sopravvissuti ad una fantomatica disintegrazione planetaria che è stato l'argomento trainante dell'anno appena andato.
Ma è stato veramente così brutto il 2012??
Tasse e porcherie politiche a parte ( ma tanto quelle non ce le facciamo mancare mai, anno bisestile, pari, dispari, che finisce per due o per tre, le porcate di chi ci governa "allietano" immancabilmente le nostre giornate) non credo sia stato il tanto paventato anno horribilis ( ma si scrive così? Devo decidermi a studiare il latino...) che ci ha tenuto sulle spine fino a pochi giorni fa!
Ma si, tanto un anno vale un altro, più o meno, ci sono sempre quelli brutti perché magari si portano via una persona cara, e quello stesso anno risulta così "burlone" da portarsi via un angelo e fare arrivare in terra una stella.
E poi ci sono gli anni che ti regalano la felicità di aver trovato un lavoro, o di essere riusciti a comprare casa; oppure anni durante i quali tutto ti sembra nero ed irrisolvibile.
Gli anni si susseguono con i loro umori e i loro capricci e noi non possiamo fare altro che viverli al meglio, gioire delle cose belle che ci danno e crescere con le cose brutte che ci tocca affrontare.
Che il 2013 sia sfavillante di bellezza!
Buon anno a tutti.
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